Castronovo di Sicilia: la perla dei Monti Sicani, di Mario Liberto

Panorama

Parlare di Castronovo è come aprire uno scrigno. Al suo interno è, infat­ti, custodito un vero tesoro, rappresentato da una storia ricca di fatti ed eventi che l’ha vista, da sempre, protagonista in tutte le fasi che hanno caratterizzato le vicen­de della nostra isola. Ricchissime le testimonianze che hanno lasciato segni inde­lebili sul suo territorio, che va dai lontanissimi sedimenti geologici all’accertata presenza del popolo Sicano. Alla fertilità delle sue campagne, animate dalla fitta presenza di animali al pascolo, si unisce una ricchezza ambientale davvero note­vole e un patrimonio artistico e culturale del tutto singolare.  Castronovo di Sicilia si contorce tra vicoli, archi e cortili che lasciano ancora intravedere l’antico tono romantico dell’urbanistica arabo-normanna. Particolare attenzione è posta dal visitatore ai bellissimi palazzi, con portali sette­centeschi e balconi in ferro battuto da dove pendono copiosi e profumati gerani, che fanno percepire ancora la presenza gentilizia di un’ epoca che il tempo ha quasi dimenticato. Sembra difficile immaginare che un piccolo paese al centro dell’entro-terra siciliano possa racchiudere tanta storia e bellezza. Eppure è così! Ogni stra­da, piazza, pietra ricorda una pagina di storia, che sapientemente il suo uomo migliore, Luigi Tirrito, l’ha resa immortale. E nonostante il tempo stemperi gli eventi e tradisce i ricordi a ravvivare tutto ciò restano i suoi monumenti che come pietre miliari rammentano al visitatore l’antico fascino di Crasto, Cars-nub, Castronovo.

La storia

Contrada Grotte

La storia di Castronovo di Sicilia è parallela agli avvenimenti della sto­ria di Sicilia. Ogni dominazione straniera trova a Castronovo un riferimento, un passaggio, ed è ciò che rende il paese storicamente vivo e presente. Chi percorre le strade del paese s’accorge del fascino dell’antico che l’avvolge: i suoi vicoli, dove raramente arriva un raggio di sole, (ma non per questo il luogo risulta fred­do), le sue strade con i nomi che ricordano tutte le popolazioni passate o gli even­ti storici e i suoi uomini insigni, i suoi archi pieni di tono romantico e misterioso. Il tutto da una forte connotazione di sublimità. Cars-nub, terra o piccole isole circondate d’acqua, così si mostrò agli arabi, i quali sapientemente, per bonificare il paese dovettero mettere in atto il loro sapere e le loro esperienze per dare solidità e sicurezza alla nuova città. Gli arabi l’amarono e utilizzarono il territorio come una donna. Infatti, tutti i toponimi evocano il mondo illasmico: Carcaci, murcacasc, monte crespato o ondulato, Regalxacca, uomo che offre da bere, ecc. Castronovo è uno dei pochi paesi siciliani che ha conosciuto le tre religioni monoteistiche: cristiana, musulmana ed ebraica, un intricato fascino culturale che la rendono inconsapevolmente internazionale. Le lontane origini di Castronovo trovano conferma nell’esistenza di alcune grotte, abita­zioni trogloditiche, abbarbicate su di una collina nella zona a valle della cittadina, riconducibili al popolo sicano. La città di Crasto, invece, era posta sull’altopiano che sovrasta l’attuale Castronovo, e la sua costruzione si fa risalire a popolazioni preelleniche e sicane. E’ da rite­nere che l’antico nome di Crasto derivi dal significato etnologico greco, che vuole indica­re la natura particolar-mente fortificata della località e l’abbondanza di pascoli. La città di Crasto nel 456 a.C. fu teatro di una poderosa battaglia tra gli eserciti agrigentini, imeresi e geloi per il possesso della fortezza; la distruzione della città di Crasto è legata alle guerre servili ad opera dei romani. I superstiti ricostruirono la nuova città

Chiesa S. Pietro

sulla montagna reale, successivamente ribattezzato colle di San Vitale hi onore del Santo castranovese. Studi recenti ritengono che nei pressi dell’attuale sito di Castronovo possa trovarsi l’antica città di Petra. Il sito, ancora oggi, per la presenza d’innumerevoli emergenze archeo-logiche, testimonia il passaggio dei Bizantini, degli Arabi e dei Normanni. Federico II d’Aragona nel 1302 costituì il suo quartiere generale a Castronovo, iniziando le lunghe trattative che dovevano portare alla pace di Caltabellotta. Fa parte del Comune di Castronovo la ridente frazione di Marcatobianco, antico borgo rurale che ha saputo, grazie alla fattività della sua popolazione, imporsi in un contesto agricolo regionale con i suoi pregiati prodot­ti cerealicoli-zootecnici. Durante la “guerra del baronag­gio” la chiesa di S. Pietro fu sede di un Parlamento siciliano. Il 10 luglio 1401 l’Università di Castronovo si diede un proprio statuto, in esso erano introdotti i primi elementi del nostro Diritto Amministrativo in un regolamento municipale. Castronovo dal 1587 al 1815 è stata capoluogo di Comarca.

Le ricchezze di Castronovo di Sicilia

Chiesa madre

Colle S.Vitale  Costituisce uno scrigno d’arte dove è possibile ammira­re, oltre ad un meraviglioso panorama che si perde a vista d’occhio, avanzi di un mulino a vento arabo e di due castelli d’origine araba e normanna. Ed ancora, la vecchia Matrice dedicata alla Madonna dell’Udienza (XII sec.) appartenente al rito greco-bizantino; la chiesa del Giudice Giusto (XII sec.), vero gioiello d’arte normanna; la chiesa di San Vitale costruita sulle fondamenta di un altro sito reli­gioso dedicato a S. Giorgio (XI sec.); resti della chiesa Madonna dei Miracoli con l’annesso ospizio dei Teutonici la cui costruzione risale al XII sec; ed infine la chiesa dell’Addolorata di piccole dimensioni, ma grande per la fede che viene esternata per la Madre di Cristo.

 

 Grotte trogloditiche di origine sicana La contrada Grotte può essere annoverata ad una piccola Pantalica. Situate su di una modesta collina, le grotte trogloditiche si mostrano al visitatore con fascino e curiosità.

 Crasto E’ l’antica fortezza costruita dal tiranno agrigentino Falaride. La città era posta sull’altopiano che sovrasta il paese; sono ancora visibili vestigia riconducibili a diverse epoche storielle.

 Ponte vecchio (XVI sec.) Posto sul fiume Platani, fino a qualche seco­lo passato consentiva il congiungimento con la provincia di Agrigento. La sua struttura è di inconfondibile bellezza.

 S. Stefano di Melia Antico monastero d’origine bizantina. Per secoli è stato punto di riferimento per la cristianità dell’intero territorio.

Le fontane Castronovo è immer­sa in una enorme rete idrica; ciò favorisce la presenza di numerose fontane. Tra que­ste le più rilevanti sono: Fonte Regio, Fonte Rabato ed il lavatoio pubblico.

 Cave di marmo giallo Questa risorsa naturale ha consentito a Castronovo di rendersi famosa. Da queste cave è stato estratto, infatti anche il marmo per realiz­zare il colonnato della Regia di Casetta. Gran parte delle chiese siciliane sono state abbellite con il prezioso giallo castronove-se, compresa la nuova tomba del Servo di Dio Fra Vitale Lino morto in odore di san­tità.

 Chiesa Madre E’ dedicata alla SS. Trinità fu edificata nel 1091. Il campa­nile e l’abside costituivano in passato due torri dell’antico castello normanno. La chiesa è un grande mausoleo. Vi si conser­vano varie iscrizioni lapidee, la statua di San Pietro in cattedra attribuito ad Antonello Gagini, San Giovanni Apostolo opera di Marco Lo Cascio (XVI sec.) e numerose altre opere. Pregevole è il fonte battesimale “ad immersionem” in marmo istoriato, lo stesso, è arricchito di un Ciborio di marmo bianco di Carrara, l’ope­ra è attribuita ad Antonello Gagini.

 Chiesa S. Francesco con annes­so convento (XII sec.) La chiesa ad un’u­nica navata, nonostante la limitata grandez­za è un piccolo museo d’arte. Varie sono le opere d’arte che riempiono gli altari latera­li attribuiti a Konrad Platz, Filippo Quattrocchi; le statue di S. Pasquale Baylone, S. Giuseppe e S. Eligio (S. Alò) XVI sec. di autori locali. Di particolare prestigio è l’Annunziata, gruppo scultoreo in legno di pioppo e tiglio opera di marco Lo Cascio da Chiusa Sclafani.

 Settimana Santa L’appuntamento più signifi­cativo della settimana è la processione del Venerdì Santo che si snoda per il paese fino al raggiungimen­to del Calvario posto all’in­gresso del paese.

Pasqua E’ festeggiata con il celebre ncontru una rappre­sentazione folcrorica-reli-giosa che vede protagonisti le statue della Madonna Addolorata portata in pro­cessione il Venerdì Santo, il Cristo risorto e S. Giovanni.

Corpus Domini Sono alle­stiti dei singolari altari ester­ni per fare onore al Corpo di Gesù che percorre il paese.

Madonna della Bagnara Ogni anno agli inizi di set­tembre si svolge la tradizio­nale processione organizza­ta dal comitato di li Jardinara al termine della quale sono offerti al pubbli­co i prodotti del loro lavoro. La statua viene conservata nella chiesa del convento dei cappuccini.

Natale Le edicole votive nel periodo natalizio vengono addobbate a festa. Rami di alloro, arance e piccole luminarie servono a dare festosità alla nasci­ta di Gesù Bambino. A sera le ciaramelle intonano nenie natalizie.

Festa di S. Pietro E’ la festa più antica che si svolgeva in paese. Risale al XIII secolo ed è quella che più di ogni altra unisce la tradizione religiosa al folk­lore.

Sagra della pesca Si svolge la seconda decade di settembre. Questo par­ticolare frutto costituisce una delle poche ricchezze frutticole delle aree interne siciliane.

Sagra dell’olio Analoga festività nel mese di dicembre è dedicata all’o­lio che da qualche anno viene imbottigliato e commercializzato in varie parti della Sicilia. Un caratteristico olio esaltato dalla mitezza del clima di collina.

 Prodotti e piatti tipici

Castronovo con i tenitori dei comuni vicini può essere considerata la mirabilia della Sicilia occidentale; acqua in abbondanza, ambiente collinare, tem­perature miti favoriscono la crescita di pregevoli essenze pabulari che esaltano i meravigliosi formaggi. Fiore sicano, caciotte sicane, ricotta fresca e salata, salsic­ce, castrato e l’immancabile pecorino sono i principali prodotti tipici della zoo­tecnia. Ed ancora, la pesca a polpa bianca (la cui produzione si protrae fino ad otto­bre) ed un ottimo olio di collina ricco ed intenso di fruttato.

Una comunità ricca di storia e di tradizioni trasferisce tutto ciò anche nei confronti di un aspetto centrale della cultura di un popolo: il suo modo di man­giare.

Diverse sono le ricette della cucina locale, tramandate di generazione in generazione, preziosamente conservate e arricchite nel corso della articolata evo­luzione storica locale. Pasta fatta in casa (gnuocchi e tagliarmi) condita con salsa fresca e ricotta salata; pomodoro secco sott’olio, sasizza sicca, pasta efinuocchi sarvaggi, pasta efrittedda, pasta e ricotta fritta, minescia di ciciri, pasta ‘a mmi-nescia, pasta cu lu maccu, pitirri, cutini a stufatu, ava all’agra e duci, vavaluci aglìu e uogliu, stigliala di crapettu, sangunazzu, purpetta di sparaci, ‘nfriulati, marmellata di zucchina (cucuzzata) che serve da ripieno per i dolci di Natale (pastizzotta)’, pignolata, passavulanti, amaretti, castagnoli, cannali ‘ca ricotta ed ancora i tetù e le tarulle, savoiardi e vucciddata di Natali.

A Pasqua non potevano mancare i picuredda di pasta reali, i pupa cu l’ava e i panaredda. Pregevoli sono i lavori in ferro battuto ed i meravigliosi rica­mi delle donne castronovesi.

 

Dove mangiare e dormire e guide: marioliberto

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