“Tributo al prof. Giuseppe Mavaro” il nuovo libro di Pino Blanda

 “Giuseppe Mavaro – tributo alla memoria”, è l’ultimo  lavoro di Pino Blanda dedicato alla figura dell’insigne professore lercarese. Attraverso la “ricognizione di alcuni articoli, presentazioni, recensioni, scritti” con a corredo foto inedite, ripropone al lettore uno squarcio della vita del prof. Mavaro dal 1985 al 1999. La motivazione del perché di questa pubblicazione è data dallo stesso autore “Forse per tracciare “sulle strade del tempo” un profilo che merita di essere narrato.  Un “patchwork cucito con frammenti, incontri ricordi ad intersecare particelle di una lunga vita libera e dinamica”. Per Pino, il libro  “è un modo per mantenere vivo il “filo della memoria”, quel tanto che basta per manifestare la propria stima, ammirazione per l’uomo, il letterato e storico che si è “avuto la ventura di incrociare in vita.”   

(Stralcio dalla Scheda Bibliografica redatta dal Prof. Giuseppe Mavaro, Palermo 1996). Pag. 33 – 34

Prof. Giuseppe Mavaro

“Il prof. Giuseppe Mavaro nasce in Lercara Friddi il 19 marzo 1914 (per l’anagrafe il 25 dello stesso mese); compie gli studi superiori a Palermo dove consegue, durante l’ultima guerra, la laurea in lettere moderne e filosofia; da richiamato partecipa alle azioni militari in zona operante col grado di tenente con proposta di promozione a capitano;  entra nell’insegnamento da titolare superando tre concorsi su quattro. Il prof. Mavaro inizia la sua attività pubblicistica col collega ed amico Cesare Costa presso la Casa Editrice Le Monnier, di grande prestigio storico, presso la quale riscuotono lodevoli consensi da parte di autorevoli consulenti della stessa. Il successo dei quattro volumi antologici per la storicizzazione di problematiche critiche e su Dante e su Manzoni e sul Verga corona la decennale fatica degli autori che dopo trentasette anni provano la gioia di vedere un loro libro nelle mani di migliaia di studenti. In un particolare momento di innovazioni pedagogiche nella scuola Costa e Mavaro associano nella loro attività pubblicistico-culturale l’amico Salvatore Lo Voi, preside nei Licei, col quale pubblicano quattro volumoni antologici ispirati ai recenti dettati di un insegnamento interdisciplinare, il cui successo fu subito evidenziato da parecchi imitatori. Dopo la promozione ad ispettore centrale del Ministero della Pubblica Istruzione dell’eccellente affettuoso amico Cesare Costa e la morte del non meno caro Totò Lo Voi, Giuseppe Mavaro si sente libero di cambiare tipo di lavoro e di poter rispondere ad un suo desiderio a lungo carezzato, quello di completare e pubblicare la storia del suo paese. Fin da studente ha partecipato all’attività pubblicistica e culturale presso giornali, riviste e convegni di studio dei quali uno in particolare vuole ricordarne, quello svoltasi nel 1960 a Recanati presso il Centro studi leopardiani, tenuto dai più eminenti cultori di critica letteraria del tempo. Per gli studi di storia locale ha ricevuto due premi molto significativi: XII Premio Letterario Nazionale Campofranco 1990, sezione Storia Muncuipale, per la pubblicazione “Lercara Città Nuova”; Premio Speciale dell’Associazione culturale “Amici del presepe di Sicilia” di Geraci Siculo, 1992; ed un altro riconoscimento letterario ricevuto dal Comune di Tremestieri Etneo. La civica amministrazione di Lercara, sindaco Giuseppe Ferrara, gli ha assegnato solennemente la Targa “Mauro Picone”, istituita per onorare l’illustre matematico e da conferire, entro un numero di dieci, a cittadini lercaresi che si fossero distinti nel campo delle attività civili e culturali”.

 L’addio (1999) pag. 22

 “Domenica 17 gennaio 1999. Uno squillo mattutino annuncia la dipartita del Professore Giuseppe Mavaro. Ero andato a trovarlo nella sua casa di via Tunisi, il giovedì antecedente. Gli avevo portato il calendario 1999 con una pagina su Lercara Friddi e l’ultimo Numero  Unico  edito  dall’Associazione  Culturale  “Carta Stampata”. Stava male da qualche tempo, non mi rispose, diede però un’occhiata veloce al materiale e tornò ad astrarsi dal mondo reale. Tornai a rivederlo per l’ultima volta il giorno dei funerali, il suo volto era sereno. Poggiai, col permesso della famiglia, due rose, una gialla e una rossa (i colori simbolo della nostra Lercara Friddi) sul suo petto prima del sigillo. La chiesa di San Francesco di Paola, gremita di quanti gli furono amici deferenti, accolse per l’ultimo saluto terreno le sue spoglie. Se ne è andato col rimpianto di quanti ne hanno apprezzato, in vita, le doti di umanista, insegnante, storico”.

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