Il nuovo libro di Nicolò Sangiorgio: Chiesa Madre “Maria SS.ma della Neve” di Lercara Friddi, di Mario Liberto

Nicolò Sangiorgio

                                                                                                                                               L’ultima opera di Nicolò Sangiorgio, la “Chiesa Madre  – Maria SS.ma della Neve  – di Lercara Friddi, sancisce l’amore dello scrittore verso la sua comunità. Un infaticabile e continuo lavoro mirato ad evidenziare il patrimonio culturale della sua città natale attraverso una puntualità letteraria, nel riproporsi, oramai proverbiale. A Sangiorgio si devono le pubblicazioni più significative del comune di Lercara Friddi, opere che sono rimaste pietre miliari nella storia locale, ma anche in quella del territorio dei Monti Sicani. La sua dotta attività è stata anche evidenziata da riconoscimenti che sono pervenuti da diverse Istituzioni e da uomini di cultura, testimonianze vive e sincere per la sua infaticabile e interessante operosità culturale. Sangiorgio è stato capace, attraverso la sua ricerca, di fare luce su avvenimenti del passato, riuscendo indirettamente ad accrescere la storia siciliana.  Pubblicazioni rilevanti raccontano del mondo delle zolfare di Lercara Friddi, con distingui ed intuizioni culturali e sociali che evidenziano la sua capacità di ricerca e analisi. La nuova pubblicazione consente di ricostruire  la storia della Chiesa Madre con dovizie di particolari e riflessioni meticolose che lo identificano come un vero esperto di cultura locale. Questo libro, nel Trecentesimo anniversario della fondazione, colma l’esistenza di un vuoto artistico e storico della Matrice, che insieme alle miniere e al sito archeologico di Colle Madore, sono il vanto della comunità lercarese. Il merito di questo libro è quello di avere riordinato, rimodulato, assemblato e arricchito la frammentarietà delle notizie storiche ed artistiche di vecchie pubblicazioni. Da attento osservatore ed intelligente studioso di cultura locale è riuscito a  presentare la storia della parrocchia di Maria SS.ma della Neve attraverso un vero percorso storico-sociale-religioso, semplice ed esaustivo. Oltre alle origini e la storia del tempio, Sangiorgio descrive abilmente gli altari delle due navate consentendo, all’esperto e al profano, di cogliere i tratti artistici delle varie opere, di capire il significato religioso, il legame affettivo e la pietistica popolare locale. Vengono così fuori delle informazioni preziose che servono ad evidenziare l’architettura locale, ma anche i rapporti con alcuni artisti di fama regionale che nel tempo hanno intessuto con la comunità lercarese. La descrizione diligente non risparmia nessun angolo della chiesa.  Artisti, date, lasciti, ricorrenze, riti, insomma, per farla breve, l’autore non ha dimenticato alcunché, che potesse essere esposto. Prezioso è anche il corredo iconografico che accompagna il testo che rendono usufruibile la visita della settecentesca chiesa  Madre. Le ultime pagine li dedica alla straordinaria corale polifonica  dedicata a “Lorenzo Toscano”, di cui lo stesso Sangiorgio  fa parte,  al nuovo organo della chiesa, la Villa della Trasfigurazione, la caritatevole casa di Riposo “Sant’Alfonso” e al Calvario. Un lavoro che serve alla comunità, ai ragazzi delle scuole che desiderosi cercano informazioni per le loro ricerche scolastiche e a quanti sono vogliosi di conoscere la storia locale lercarese. La manutenzione straordinaria ha consentito di riportare la Matrice al suo massimo splendore, ed è davvero singolare, come sottolinea lo stesso autore, che il decreto di finanziamento concesso dalla Regione Sicilia sia stato firmato da un discendente collaterale della Famiglia Scammacca, Guglielmo della Brucca, il quale in una sua presenza  a Lercara Friddi, (Festa di S. Giuseppe 2003) si era impegnato con l’amministrazione e con l’intera comunità a preservare il monumento che i suoi antenati avevano, nel lontano 1702-1721, eretto a Maria SS.ma della Neve. Promessa mantenuta.    

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