Lucio L’Abate, magnifico interprete dell’agricoltura siciliana, di Pippo Riccirdi

ListenerCon tristezza e rammarico abbiamo accolto la notizia della dipartita di Lucio L’Abate, già ispettore dell’Ente di Sviluppo Agricolo Siciliano, che si è spento all’età di 85 anni ad Acquedolci, cittadina in cui viveva ed operava.

Lucio L’Abate non era il solito tecnico che “disbrigava pratiche” ma un funzionario molto impegnato nella crescita delle campagne dei Nebrodi. Protagonista della passata Riforma Agraria Siciliana, con la sua competenza ed il suo inesauribile entusiasmo non solo visse l’allora sviluppo delle aziende agricole e zootecniche ma contribuì, coordinandone a livello comprensoriale gli interventi, all’introduzione della meccanizzazione.

Una volta in pensione, il suo spirito d’iniziativa si è come rafforzato: nella sua bella azienda di Caronia (una sorta di rifugio ricreativo e spirituale), Lucio L’Abate impianta una delle più belle collezioni private di Olivo andando qua e là per la Sicilia e per l’italia a reperire piantine delle più svariate cultivar. Attento osservatore, contribuisce a dare consigli sull’adattamento delle cultivar non indigene nel nostro territorio, diventando un punto di riferimento per agricoltori e tecnici. In questo senso si appassiona particolarmente alle cultivar di Olivo idonee alla mensa provandone l’adattabilità e confrontandole tutte con la Santagatese, cultivar che riteneva eccezionale per la trasformazione in verde.

Sempre pronto e disponibile, non mancava di essere presente a giornate di campagna, incontri divulgativi, viaggi di studio che l’Assessorato Agricoltura organizzava nelle realtà olivicole più significative d’Italia.

Il suo amore per la terra, per gli olivi, per le buone abitudini della nostra tradizione ne facevano una guida e un mentore per noi che gli volevamo bene come un fratello maggiore.

Un maestro di scienza e di vita, un uomo affabile e premuroso con tutti che lascia un vuoto immenso.

Addio “zio” Lucio, riservaci sempre il tuo bel sorriso!

 

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