Lercara Friddi, grazie a Mario Liberto, riscopre i pani votivi di S. Giuseppe, di Maria Cascio

Manifesto pane“Ci sono voluti dieci anni di lavoro per recuperare i pani votivi di S. Giuseppe a Lercara Friddi”. E’ questa l’affermazione del  giornalista e scrittore Mario Liberto, che nella cornice della biblioteca comunale di Lercara Friddi, alla presenza delle autorità locali, e di un centinaio di appassionati, ha presentato il lavoro sul recupero dei pani votivi lercaresi e il relativo catalogo.

“Oggi Lercara Friddi può vantare un patrimonio culturale” che, a detto di Mario Liberto, non certo nuovo a questi tipi di ricerche (coautore dell’”Atlante del pane siciliano”, Il pane votivo di S. Giuseppe a Chiusa Sclafani e la Mostra etnografica di Palermo del 1891/92”, “I frutti di Sicilia nell’opera di Giambecchina”  e un centinaio di articoli sul medesimo argomento, “non teme confronti con altri comuni siciliani”.

Il lavoro di Liberto è iniziato con l’individuazione delle fogge di pane che presentavano delle artisticità “che comparivano saltuariamente sulle tavolate lercaresi dedicate al Santo” , quindi, con una frequentazione nei forni locali, luoghi deputati alla preparazione dei pani, è risalito alle autrici e quindi, con una serie di iniziative nel corso degli ultimi anni (Istituto Francescano, Istituto Comprensivo, Casa famiglia Virginia, è riuscito a mettere assieme queste signore dalle “mani utili”, capaci di realizzare questo meraviglioso pane, vanto della cultura lercarese e mettere insieme una squadra che ha consentito di ricostruire questo patrimonio cultualreligioso. Mario Liberto ha ribadito con forza ed orgoglio, che: “Non occorre più acquistare pane per le nostre tavolate a Chiusa Sclafani, a Salemi, S. Biagio Platani, ecc. da oggi utilizzeremo il pane della nostra “Scuola del pane” di Lercara Friddi”.   Dell’iniziativa si è fatto carico il Sindaco Giuseppe Ferrara, il quale prontamente ha istituito, con atto deliberativo, nell’interesse di salvaguardare questo patrimonio, la “Scuola del pane, delle bandiere e della tavolate lercaresi”.  La scuola si compone di due dirigenti e da una corpo docente. E’ anche presente un dirigente emerito la vivacissima signora Rosetta Miceli con un’età che ha superato gli anta.

Alla scuola del pane ci sono anche giovanissime ragazze. Alla fine della manifestazione ad ogni singola signora è stato rilasciato l’attestazione di docente del pane votivo lercarese. La dirigenza scolastica è così costituita: Micelli Rosetta (Dirigente Emerita), Sferlazza Franca (Dirigente Scolastica), Scaglione Angela (Vice Dirigente), Bigica Dora,  Buccola Rosa, Messina Laura, Cannella Giuseppina, Castiglia Carmelina, Di Salvo Bea, Giambrone Lia, Maniscalco Maria, Manto Giusi, Marino Giuseppa, Messina Laura, Moscato Lia, Orlando Maria Veronica, Orlando Veronica, Ribaudo Maria, Saglimè Pierrine, Donatella Di Stefano, Nina Treppiedi, docenti.

Presente anche la rappresentanza dell’Istituto Comprensivo “Trieste di Lercara Friddi” che negli anni ha collaborato con l’Amministrazione comunale.

Le fogge di pane recuperate e inserite nell’”Atlante del pane” sono 25 e rappresentano: ‘u cucciddatu du bomminu, ‘a varva di S. Giuseppi, ‘ u cuscini da Madonna, u vastuni di S. Giuseppi, l’ostensorio, la fuga in Egitto, ecc.

Ogni pane ha una sua simbologia, a dirla con Sireci: “ Pani buoni da mangiare e da comunicare”. Si perché le “donne del pane” lercaresi si offendono se qualcuno prova ad asserire che sono pani di sale.

Mario Liberto ha successivamente aggiunto che: “Il pane votivo assume anche l’aspetto divinatorio assumendo il ruolo di vero talismano, e se buttato fuori durante le tempeste, serve a placare le ire degli dei nefasti. Pasta dura il cui contenuto d’acqua non arriva a superare il 20, 25%. Pane i cui elementi di preparazione restano quelli tradizionali: farina di grano duro, acqua, sale (quanto basta), pochissimo lievito (di solito di casa) e semi di cimino. Altra fonte di ispirazione è il patrimonio d’arte decorativa delle chiese di Lercara. Basta confrontare alcuni elementi rappresentativi dei pani votivi con le opere di questi artisti locali per notare, in forma approssimativa, la grande somiglianza di modellatura esistente contorni floreali delle vare, delle cornici degli intagliatori e stuccatori vengono quasi trasmigrati, anche se grossolanamente, nelle coreografie dei pani votivi.

Impressiona, inoltre, l’utilizzo del colore che viene ottenuto attraverso il tuorlo d’uovo sbattuto, il quale riesce a dare lucentezza, ma anche, dopo la cottura, ad esprimere le diverse tonalità che ricordano quello delle opere artistiche.

Il pane realizzato a Lercara Friddi  manifesta una forte differenziazione, non solo all’interno del nucleo familiare, ma anche tra i diversi quartieri.

Diverse sono le motivazioni che hanno consentito di mantenere in vita questo prezioso patrimonio artistico e d’averlo saputo trasmettere, nel tempo, alle varie generazioni che si sono susseguite.

Elementi fondamentali sono stati anche il forte senso religioso che pervade l’intera comunità e la grande devozione al santo della Provvidenza. Inoltre, la comunità lercarese ha mantenuto fortemente la propria vocazione agricola, favorendo il permanere di riti e usanze che, nelle aree rurali, difficilmente e fortunatamente sono sradicabili”.

Nell’ambito della medesima manifestazione l’architetto Pippo Furnari ha presentato il progetto “Bandierine” che è stato realizzato con alcune classi della scuola elementare, bandierine che fanno da corredo ai pani posti sull’altare.

Dopo l’intervento del Sindaco Giuseppe Ferrara e dell’assessore Francesco La Rosa, Mario Liberto e Pippo Furnari hanno lasciato l’eredità di questo patrimonio, simbolicamente a tutta la popolazione locale.

Si tratta di beni dell’identità lercarese, da difendere e da trasferire alle nuove generazioni. E’ stato anche realizzato un video sui pani che sarà inserito nel canale Siciliaagricoltura. it., per dare possibilità a tutti i lercaresi sparsi nel mondo di potere rivivere i momenti salienti dell’iniziativa.

 

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