Il censimento della beccaccia, occasione per valorizzare un territorio

Mario Liberto (foto G. Cutino Sicanines

L’“Hotel Feudo”, punto di riferimento per tutti gli operatori che intendono vivere a contatto della natura, posizionato all’interno della Riserva Naturale Orientata dei Monti di Palazzo Adriano e  Valle del Sosio, a un tiro di schioppo dell’affascinante cittadina di Burgio, ha ospitato il convegno “Studio della biologia della Beccaccia svernate in Sicilia e metodologia del censimento della  Scolopax  rusticola”. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Beccacciai e Perniciai di Palermo. Presenti tanti appassionati di questo sport provenienti da diversi parte d’Italia. La kermesse ha visto oltre all’attività convegnista l’aspetto sportivo. L’attività di studio è stata finalizzata a monitorare la consistenza della popolazione svernante attraverso l’indice cinegetico di abbondanza: il conteggio serale e il censimento con l’impiego dei cani da ferma. 

 

 

Lo svolgimento delle prove cinofile o verifiche zootecniche, debitamente ratificate dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (E.N.C.I.), ha visto l’utilizzo di un solo cane in un turno di quindici minuti. Il cane, reperito il selvatico, lo ferma, cioè si arresta di fronte all’emanazione captata dal suo olfatto e all’involo deve rimanere assolutamente immobile. Se ciò avviene prima dei quindici minuti, il turno finisce.

Per Regolamento nel terreno oltre all’Esperto Giudice, formato con disciplinare ratificato dal Ministero delle Risorse Agricole Alimentari e Forestali, è ammesso il solo conduttore del cane. Gli altri concorrenti, per singola prova in numero massimo ottimale di dieci unità, attendono in un punto stabilito la loro chiamata. E’ rilevante segnalare che dal numero delle beccacce involate è possibile effettuare un censimento per la stima della densità della specie e ricavare utili informazioni scientifiche sull’habitat frequentato ed, eventualmente, programmare interventi qualora si verificassero condizioni non più idonee alla sosta, all’alimentazione o alla riproduzione.  Recentemente i soci dell’Associazione Beccacciai e Perniciai hanno partecipato alla formazione per censitore di beccaccia e per censitore di coturnici e hanno collaborato ad attività di censimento della coturnice con autorizzazione della Ripartizione Faunistico Venatoria ed Ambientale di Palermo su un protocollo dettato dall’I.N.F.S e dall’Università degli Studi di Palermo. In Sicilia da anni in aree demaniali del trapanese (Montagna Grande, Ardignotta, Monte Polizzo, Monte Baronia di Salemi e Vita, Monte Inici di Castellammare del Golfo), del palermitano (Campofiorito, Corleone e Prizzi), del ragusano (Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo ) e dell’agrigentino (Sambuca di Sicilia ) si svolgono prove su beccacce che hanno dato significativi risultati sul trend di questo uccello migratore. Significativo è stato anche il censimento e monitoraggio svolto, in questi giorni, anche nel demanio forestale ricadenti all’interno della Riserva Naturale Orientata dei Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio ricadenti nei territori dei comuni di Burgio (AG) e Palazzo Adriano (PA) e oggi nell’istituendo Parco dei Monti Sicani. All’evento hanno partecipato l’Assessore alla Formazione Nelli Scilabra, originaria di Burgio, l’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello, il presidente regionale dell’ARGA Sicilia Mario Liberto, il Dirigente Generale del Comando Corpo Forestale Ing. Vincenzo Di Rosa, l’Ispettore Ripartimentale delle Foreste di Agrigento Dottor Mariano Nicolosi, il Dirigente Provinciale dell’Azienda Foreste Demaniali di Agrigento Ing. Giuseppe Di Miceli, il toscano Marco Ragazzo, il prof. Giuseppe Maniscalchi, Antonio La Barbera presidente associazione, Giovanni Capone. Il convegno è stato moderato dall’ispettore forestale Francesco Messana. L’organizzazione della manifestazione ha avuto una positiva ricaduta economica e d’immagine sul territorio. Gli sportivi provenienti da varie parti dell’Italia e anche dall’estero, sono state ospitati presso l’Hotel Feudo, l’occasione è stata propizia, per i partecipanti all’evento, per apprezzare l’artigianato burgitano con le sue fonderie di campane, la singolare ceramica, la tipicità delle sue produzioni tipiche, le arance Dop Riberella, il suo pregiatissimo olio, e l’incommensurabile ambiente della Riserva che costituisce l’elemento di richiamo per gli amanti della natura.

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